L’importanza del feedback

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In un contesto – complici i social media- in cui tutti giudicano tutto e tutti, c’è uno strumento che invece aiuta a crescere e migliorarsi. E’ il feedback. Nel coaching il feedback rappresenta uno degli strumenti più efficaci per favorire lo sviluppo personale e professionale. Attraverso di esso, le persone possono acquisire maggiore consapevolezza dei propri comportamenti, comprendere l’impatto delle proprie azioni e individuare nuove possibilità di miglioramento. Non ha una funzione giudicante o valutativa. Al contrario, è un processo di restituzione costruttiva che aiuta la persona a riflettere su ciò che funziona, su ciò che può essere migliorato e su come orientare le proprie scelte future.

Il feedback come strumento di consapevolezza

Del suo valore ho avuto di recente un’ennesima conferma attraverso una mia Coachee alla quale avevo assegnato come esercizio l’individuazione dei suoi punti di forza. Lei ha pensato di rivolgersi alle persone a lei vicine per chiedere il loro parere, a persone della sua cerchia e mi ha restituito un feedback – appunto – molto positivo. E’ stata molto contenta di quanto le hanno comunicato: da un lato si è ritrovata, perché le sono stati confermati i punti di forza di cui era già consapevole e, dall’altro, ha scoperto parti di sé di cui non aveva ancora consapevolezza. Ha avuto feedback molto utili. Una conferma della forza di questo strumento.

Una visione più ampia di sé

Questo esempio conferma uno degli obiettivi principali del coaching: aumentare il livello di consapevolezza del coachee. Spesso, infatti, le persone non hanno una percezione completa del proprio comportamento o dell’effetto che questo produce sugli altri.

Il feedback permette di:

  • evidenziare punti di forza e risorse personali
  • mettere in luce aree di sviluppo
  • comprendere meglio l’impatto delle proprie azioni
  • favorire processi di apprendimento continuo

In questo senso, il feedback diventa uno specchio che restituisce alla persona una visione più ampia di sé.

La differenza tra feedback e giudizio

E’ bene sottolineare la differenza fra feedback e giudizio.

Il giudizio tende a classificare il comportamento come “giusto” o “sbagliato”, spesso generando difesa o resistenza.

Il feedback, invece, si basa su tre elementi fondamentali:

  • osservazione dei fatti
  • descrizione dell’effetto prodotto
  • stimolo alla riflessione

Questo approccio permette di mantenere una comunicazione aperta e orientata allo sviluppo, senza giudizio, appunto.

Il feedback come motore di apprendimento

Quando viene utilizzato in modo efficace, il feedback diventa un potente motore di apprendimento. Permette infatti di trasformare le esperienze, anche quelle più complesse, in occasioni di crescita.

In ambito professionale, una cultura del feedback favorisce:

  • maggiore trasparenza nelle relazioni
  • sviluppo della fiducia reciproca
  • miglioramento della collaborazione nei team
  • incremento della qualità delle prestazioni

Le organizzazioni che promuovono pratiche di feedback costruttivo tendono a sviluppare ambienti di lavoro più dinamici e orientati all’innovazione.

Saper ricevere un feedback

Se è importante dare feedback, è altrettanto importante imparare a riceverlo. Accogliere un feedback richiede apertura, capacità di ascolto e disponibilità a mettersi in discussione. Quando una persona riesce a considerare il feedback come un’opportunità e non come una critica, aumenta la propria capacità di apprendimento e di adattamento alle sfide.

Conclusione

Attraverso una restituzione chiara, rispettosa e orientata alla crescita, il feedback permette alle persone di comprendere meglio sé stesse, di valorizzare i propri punti di forza e di individuare nuove strategie per affrontare le sfide personali e professionali. In questo modo, il feedback non diventa semplicemente una comunicazione su ciò che è accaduto, ma una leva fondamentale per costruire percorsi di miglioramento e di evoluzione nel tempo. Il feedback rappresenta uno degli strumenti più preziosi nel coaching perché favorisce consapevolezza, apprendimento e sviluppo continuo.

Scrivetemi nei commenti se avete avuto anche voi esperienze positive di feedback e se siete in grado di darli. L’ascolto attivo nel dare e nel ricevere feedback è un valore fondamentale. Ce n’è proprio bisogno di questi tempi…

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5 strategie per stimolare la motivazione

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Non so voi, ma io sento nell’aria un calo della motivazione. Passata l’euforia ( si fa per dire) per essere usciti dal lockdown, questa incertezza dominante ha prodotto una forma di depressione generalizzata. Continuiamo a vivere una vita sospesa, anche adesso, seppure all’aperto e con mascherina, ovviamente. Non si può pianificare, non si possono fare programmi neanche di breve periodo. Per i più fortunati un programma a breve c’è: le vacanze. Ma per chi deve continuare a svolgere la propria attività, soprattutto per coloro i quali va pianificato e riprogrammato il proprio business dopo il calo causato dalla pandemia, per i micro e piccoli imprenditori c’è bisogno di dare una nuova spinta motivazionale.

Un’iniezione di positività

Non è facile guardare il futuro con ottimismo, specie se si è registrato un importante calo di fatturato e si hanno dei dipendenti . Penso a tutta la filiera del turismo, gli organizzatori di eventi che stentano a riprendere la loro attività. Settori per i quali non è facile ritrovare la motivazione. La motivazione per loro è sempre stata la passione, l’entusiasmo con il quale hanno sempre svolto il loro lavoro. La motivazione sono i loro clienti. Ma se ora i clienti non arrivano ? Non possiamo farci prendere dallo sconforto, perché significa perdere la motivazione e senza l’energia vitale come si può affrontare il futuro? Sappiamo che l’autostima e la fiducia in se stessi sono il primo motore per poter procedere . Una buona dose di autostima innesca meccanismi di positività, una forza propulsiva, un booster per ingranare la marcia e rimettersi in carreggiata. Pronti per ripartire.

1. Accresci la tua autostima

Nel libro “I 6 pilatri dell’autostima” Nathaniel Branden dimostra l’importanza della stima per sé per la nostra salute psicologica, per conseguire successi personali, per la ricerca della felicità e le nostre relazioni personali. Secondo Branden i sei pilastri dell’autostima consistono nel vivere consapevolmente, nell’accettazione, nella responsabilità, nella sicurezza di sé, nel porsi degli scopi e nell’integrità personale. Sono punti fondamentali- dei veri e propri pilastri, appunto- per poter condurre una vita equilibrata e serena. A dispetto delle condizioni esterne, delle contingenze, una buona dose di autostima ci consente di poter affrontare le avversità con uno spirito positivo e costruttivo. Ma quando la motivazione vacilla’? Un buon Coach farebbe fare degli esercizi per poter fare uno screening del proprio livello di autostima per focalizzarsi sui successi conseguiti, ad esempio. Provateci : prendete carta e penna ( o il solito taccuino) e scrivete 10 successi che avete conseguito nella vostra vita. Possono essere in tutti gli ambiti: personale, professionale. Anche quelli che avete conseguito da bambini: come quella volta che , a 7 anni, durante il saggio di pianoforte con un coetaneo, non ci si è persi d’animo quando il compagno ha sbagliato le note e siete riusciti a proseguire fino alla fine ( è un esempio che ho preso dalla realtà e che mi ha raccontato recentemente una mia Coachee). Qui sotto trovate, invece, una serie di esercizi da realizzare per 5 settimane per accrescere la vostra autostima. Una volta che avete terminato il ciclo, se volete scrivetemi, e ci confronteremo.

2. Fissa ogni giorno un obiettivo

Ha fatto il giro del mondo il video dell’Ammiraglio William MrRaven, nel quale spiega come un semplice gesto, come rifarsi il letto tutte le mattine, può – come dice lui – cambiare il mondo. Fuor di metafora, il messaggio del militare è semplice: ogni giorno portiamo a termine un compito, raggiungiamo un obiettivo, anche se micro. Ne beneficia la nostra autostima. Ne risente la nostra motivazione. Significa riuscire a portare a compimento quello che ci prefiggiamo. E’ importante. Quindi, anche in questo periodo in cui il contesto storico non è dei migliori, poniamoci dei piccoli obiettivi tutti i giorni. Portiamoli a termine. Tutte le mattine ci svegliamo, prendiamo il nostro prezioso taccuino e scriviamo il nostro obiettivo della giornata. Pensate alla soddisfazione quando riprenderete la vostra penna o matita per scrivere accanto: fatto! Un’iniezione di ottimismo si irradia in tutta la vostra mente e vi sentite soddisfatti di voi. Provateci e fatemelo sapere, mi raccomando.

3. Definisci le priorità

Essere organizzati e concentrati su ciò che è davvero utile e produttivo è importante. Focalizzarsi magari su uno due impegni massimo, ma farli bene e portarli a termine con successo. Quante volte perdiamo, invece, energie nel fare cose che non sono prioritarie per noi? Talvolta ci perdiamo in rivoli di incombenze, che non ci portano da nessuna parte. Anche qui chiarezza e focus su ciò che può aiutarci a generare risultati concreti. E tangibili. Basta sprecare il nostro tempo. Il tempo è prezioso.

4. Fai attività fisica e una passeggiata consapevole

Una buona passeggiata, una corsetta possono aiutarci a ossigenare il nostro cervello e rendere più chiari i nostri pensieri. Spesso è durante l’attività fisica che ci si presentano le idee migliori. Gli insight, le intuizioni ci possono proprio venire nel momento in cui non siamo concentrati a pensare all’idea che proprio ci viene. E così magicamente la soluzione alla quale pensavamo da tanto si palesa all’improvviso. Anche camminare con consapevolezza, vale a dire concentrati su ciò che stiamo facendo è un buon metodo per raccogliere i pensieri e fare chiarezza. E’ ancora una volta il metodo dell’hic et nunc. Qui e ora. Siamo presenti. Sempre.

5.Lascia andare

Impara a liberarti di tutti quei pensieri negativi che rappresentano un blocco. Se cambiamo la prospettiva dalla quale vediamo una situazione, cambiamo la reazione emotiva che ne scaturisce. Talvolta è il nostro filtro mentale che ci impedisce di vedere la realtà delle cose. Impariamo a lasciar andare e a non trattenere le emozioni negative. Liberiamoci dalle nostre convinzioni limitanti. Potremo così recuperare la giusta motivazione e diventare consapevoli di ciò che ci è veramente necessario. Quando cambiamo il modo di guardare le cose, cambiamo anche il nostro punto di vista. E diventiamo liberi. Liberi di scegliere quello che ci fa stare bene ed essere felici. Se non è motivazione questa!

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